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Ci ha lasciati Enzo Simonini

un signore d'altri tempi

di Pierluigi Mancini
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Il 17 maggio ci ha lasciati Enzo Simonini. Per noi è stata una di quelle notizie che non avremmo mai voluto ricevere. Per noi Enzo non era soltanto un addetto ai lavori, ma un amico, una di quelle persone con cui passavamo tempo volentieri in fiera: al suo stand non mancava mai pane, salame e lambrusco. Non voglio raccontare la sua storia, perchè la potrete leggere ovunque: tecnico di alto livello, preparatore, costruttore di moto e di componentistica speciale, costruttore di motori per il parapendio… ha fatto di tutto nella sua vita motoristica e lo ha fatto sempre molto bene. Quello che ricordo di lui era la bontà e la disponibilità. L’ho conosciuto negli anni ’80, quando ero un bimbetto desideroso di modificare il suo Motron. Lo chiamavo e gli chiedevo informazioni e lui, senza mai rimbalzarmi, me le dava e passava tempo con me al telefono. Il primo catalogo me lo spedì gratis, perchè a Roma le sue marmitte si trovavano solo per i Ciao e Sì, e feci il mio primo ordine mettendo i soldi in una busta. L’emozione di quando arrivò il pacco con la mia marmitta è indescrivibile: ragazzi, non era come oggi che ti arrivano 50 pacchi a settimana… era arrivato un pacco a casa, proprio per me! Era ora di pranzo, mi strozzai per mangiare e scesi in officina a montarla. Bellissima, non ho dovuto fare neanche un’asola per piazzarla e già al primo giro il mio Minarelli P6 ruggiva come un dannato: andava bene sotto, sopra, in salita… Un mese dopo tutti i miei amici volevano la Simonini e io richiamai il signor Enzo per formalizzare un piccolo ordine. Raccolsi i soldi, feci la spedizione e ricordo come oggi quando arrivò l’ordine, portato da un corriere, con tutte quelle marmitte. Passai i primi giorni di vacanza a montarle, fare carburazioni… tutti felici. E continuai così. Ricordo che mi spedì anche un adesivo lungo un metro, giallo e nero, che attaccai con orgoglio nella mia officina. Non ricordo quante marmitte Simonini montai in quegli anni, ma quello che ricordo è che andavano tutte bene, non si rompevano e avevano un suono pazzesco. La prima volta che lo incontrai fu ad una fiera: mi presentai e gli dissi che ero quel rompiscatole di Roma. Fu gentilissimo come sempre. Poi arrivarono gli anni di Scooter Magazine, delle fiere fatte come addetto ai lavori e, con Alessandro, andare allo stand Simonini era per noi andare a trovare un amico: senza bisogno di inutili formalità. Lui era un signore d’altri tempi: uno di quelli che onora la parola e per cui una stretta di mano vale più di qualsiasi contratto. Ci mancherà Enzo, anche se era tanto tempo che non lo vedevamo, ma solo il fatto di saperlo lì a riposarsi ai piedi dell’appennino a noi bastava…

Una breve carrellata di foto dei primi anni duemila, prodotti Simonini e una immagine della sua azienda dove andammo più volte in visita

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1 commento

Daniel 25/05/2026 - 19:47

RIP

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