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Buongiorno Pierluigi e complimenti per questo fantastico sito.
Grazie ai tuoi consigli sto lavorando parecchio sul mio scooter e vari amici mi stanno chiedendo di fare anche i loro perché, a parità di elaborazione, ho qualcosa in più di prestazioni. Non ho però mai avuto la fortuna di avere vicino qualcuno più esperto, e quindi ho imparato da solo.
Vorrei alcuni consigli da meccanico.
Esempio, quale pasta sigillante usare? Quando usare una e quando l’altra? Rossa, nera, grigia, verde…
Dove c’è già una guarnizione, esempio la base del cilindro, è utile mettere un po’ di pasta oppure no?
Il bloccafiletti lo uso su tutte le viti o solo in certi casi? E quali?
La pasta per marmitte è utile da mettere sul collettore oppure no?
Nel silenziatore, cosa cambia tra lana di roccia, lana di vetro, lana di ceramica?
Scusa le molte domande, ne avrei ancora molte sugli utensili e chiavi che consigli di usare, ma per ora mi fermo qua. Non avendo nessuno che mi insegna mi sorgono spesso questi dubbi quando monto e smonto.
Molte grazie! Giacomo
Caro Giacomo,
ti ricordo che siamo in missione per conto del Dio della Velocità e, per questo, il mio compito è di trasmettere le mie esperienze agli altri, visto i disastri che fanno alcuni “creator” con informazioni false, erroracci ignobili, folli convinzioni. Se i tuoi motori vanno più forte degli altri a parità di elaborazione è semplicemente perchè sei più bravo, accorto nel montaggio e nella messa a punto, esperto nel conoscere la strada da prendere.
Veniamo alle domande.
Pasta sigillante. Ho imparato a mie spese che i sigillanti vanno utilizzati in base al motore. Te ne dico una. Le Toyota GT 86, ad esempio, avevano il vezzo di sbronzinare. Se ne sono rotte tantissime. La cosa più allucinante è che, quando la portavi in Toyota per rifare il motore, i tecnici non avevano esperienza dei 4 cilindri boxer Subaru e così, quando rimontavano la coppa, usavano la pasta sigillante sbagliata e in quantità eccessiva: la pasta andava a finire nell’olio e tappava la succhieruola e i passaggi del lubrificante, facendo fondere di nuovo il motore. Cosa impariamo da questo errore? Che, per prima cosa, devi sempre usare il sigillante giusto e SOPRATTUTTO, nella giusta quantità. Ad esempio, se guardi alcuni “tutorial” dei GENI che si spacciano per grandi motoristi, vedrai che chiudono i carter mettendo una palata di pasta sigillante “per essere più sicuri”. Poi chiudono il motore e, quando fanno girare l’albero, nei loro video si vede l’albero stesso tutto sporco di pasta che va in giro. Ma se i piani sono perfetti, e posso garantirti che lo sono, se i carter sono sani, basta un velo di pasta per chiuderli. Non serve metterne un chilo! Vai a farglielo capire…

La ThreeBond 1215 è uno dei migliori sigillanti in commercio, raccomandato da TM.
Detto questo, per chiudere i semicarter uso soltanto la pasta grigia della TM: è eccezionale. Costa 5 volte tanto quella normale, ma la differenza è abissale. Per la guarnizione base cilindro, se è in carta va leggermente inumidita con olio; se è in alluminio, un velo di sigillante è sempre consigliato. ma deve essere un velo, non mezzo tubetto! Le guarnizioni in carta molto sottili… sono bastarde e ci vuole un velo di sigillante. In questi casi basta sporcarsi le dita con la pasta e passarle sulla guarnizione.
Parliamo del serrafiletti. E qui, lo so, mi incazzo. Il serrafiletti è utile in certe applicazioni, anzi, direi indispensabile. Ma in alcuni casi è da escludere completamente. Io, ad esempio, ogni volta che chiudo un motore smonto i prigionieri del cilindro, li butto nel secchio del ferro, ripasso la filettatura col maschio fino in fondo per eliminare il serrafiletti che alcuni costruttori utilizzano e rimonto i prigionieri accostandoli con le dita. Un prigioniero teso fa solo disastri a livello di tensioni del cilindro a caldo. Il serraggio del cilindro è dato dalla forza che il dado esercita sulla testa. Quando si spana un dado, come quelli del supporto marmitta dell’Honda Dio (che li serravano non so come), basta tagliarlo e la parte filettata viene via con le dita (a meno che qualcuno non ci abbia messo il serrafiletti o si sia ossidato). É il dado che serra, non il prigioniero! Detto questo, io non uso serrafiletti sulle viti dei motori elaborati. Primo, perchè vanno smontati con più frequenza. Secondo, perchè per quanto mi sforzi di ricordare, non mi è mai capitato di doverlo fare se non su particolari applicazioni. Se trovi viti lente quando controlli il motore, o le hai strette male, o il tuo motore vibra così tanto che hai sbagliato qualcosa (centraggio albero, bilanciamento, ecc…). In tanti anni, a me non si è mai allentata una vite per vibrazioni. Se un motore vibra, lo smonto e lo ricontrollo. Le vibrazioni provocano rotture e un rendimento non ottimale. Sì, certo: in alcuni casi l’albero sbilanciato ti aiuta ad allungare (mi ricordo il mio MBA 125 in kart… mi schiodava le costole), ma è una soluzione estrema e pericolosa. Non a caso anche i motori da corsa, spesso e volentieri, usano il contralbero per evitare questo problema anche in presenza di forti squilibri.
Pasta marmitte, idem come sopra. Se il motore è fatto bene, se gli accoppiamenti sono giusti, la pasta marmitte non serve. Io non l’ho mai usata. La regola per montare una marmitta è di iniziare sempre dal collettore. Lo serri con la sua guarnizione, poi passi ai bulloni della staffa. Se i bulloni della staffa non coincidono, non devi forzare nulla. O fai le asole, o pieghi la staffa fino a che sia tutto perfettamente centrato. Se forzi i bulloni della staffa, giocoforza ti si muove la flangia di scarico e inizia a sfiatare. Il meccanico da 4 soldi risolve con la pasta marmitte. Un tecnico serio corregge gli errori della marmitta. L’ultima che mi è capitata che mi ha fatto tribolare nel montaggio è stata l’ottima Polini Original2: ho fatto le asole, l’ho serrata prima sul collettore e poi stretti i bulloni della staffa. Problema risolto. Se si parla di un innesto conico nel cilindro, il cono deve essere fatto bene. Se il cono, o il tubo ad innesto, sono fatti a mestiere, è sufficiente montare correttamente l’O-ring di tenuta per non avere problemi. Se la marmitta è fatta male, allora ti costringono a usare la pasta sigillante. Quando mi capita una marmitta ad innesto fatta male, preferisco sistemarla piuttosto che mettere il sigillante marmitte. Poi, per carità, ognuno fa come meglio crede.
Veniamo ai silenziatori. La lana di ceramica costa di più, dura di più, isola meglio dalle alte temperature, ma silenzia meno della lana di vetro o roccia. La lana di vetro e quella di roccia, silenziano di più e costano meno, ma vanno sostituite con maggiore frequenza. A livello di prestazioni, conta più come chiudi il silenziatore, la tipologia di canna forata, quanto schiacci l’isolante più della tipologia di materiale. Io, a parità di canna forata e morfologia di silenziatore, non ho mai visto differenze apprezzabili.