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Le sacche di travaso

un elemento importantissimo

di Pierluigi Mancini
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Buongiorno Pierluigi, sono un ragazzo 40enne che ancora si diverte con i piccoli 2 tempi, ed in passato qualche esperienza me la sono fatta specialmente con i campionati di accelerazione FMI e triveneto. Mi piace sempre confrontarmi con chi sa quello che dice, per cui ti leggo sempre volentieri.
Ho notato che nell’articolo sul tuo bombardone e in una risposta ad una domanda, hai parlato dell’importanza della corretta raggiatura delle sacche di travaso. Mi diresti di più su questo e su quali sono secondo te le raggiature che funzionano?
Ti dico la mia personale esperienza, prendendo come esempio il motore Minarelli orizzontale: sono partito tanti anni fa facendo una discesa lunga praticamente tutta la sacca con tanto uso di stucco, copiando certi carter visti da qualche parte.
Anni dopo ebbi la fortuna di poter usare il banco prova in un’officina dove lavorai, facendo parecchi test sui carter, e scoprii che con meno stucco e solo una discesina corta andava più forte. Al che mi venne un dubbio: ho variato il volume! Feci nuovi esperimenti, cercando volume da altre parti ma con discesa lunga, con sacca praticamente piena. Al fine di tutta una serie di prove, io raggiunsi questa conclusione: la cosa più importante è eliminare il “triangolo” di alluminio sotto la camicia e favorire il passaggio dal pacco alla sacca, con il volume corretto, per quanto riguarda la discesa, meglio piccolina con pochissimo stucco. Al che ho concluso che la sacca stessa debba avere un certo volume, per trattenere una certa quantità di miscela (mia teoria). Nel leggere i tuoi commenti mi è venuto il dubbio però che tu abbia un’esperienza diversa dalla mia, quindi mi piacerebbe molto sapere tu cosa hai visto e provato, per aver l’occasione di confrontare e valutare i risultati. Molte grazie per l’ascolto e la pazienza.
Buona giornata
Daniele

Carissimo Daniele,
sto lavorando su un libro, che vorrei pubblicare il prossimo anno, dedicato all’elaborazione dei motori 2 tempi stradali. Di libri e informazioni sui motori da corsa c’è l’imbarazzo della scelta, ma quando si parla di motori nati per uso stradale, e addirittura utilitaristico nel caso degli scooter, c’è un vuoto pauroso. Il problema di fondo è che spesso i motori venivano realizzati per ottenere un maggiore spazio sottosella o per sistemare in modo più accessibile la cassa filtro per facilitare la manutenzione. Così si spiegano collettori di aspirazione lunghi mezzo metro, pacchi lamellari posizionati alla peggio e via discorrendo. Speravo di vedere cose migliori sui carter realizzati dai costruttori di elaborazioni, ma se escludiamo quello di 8.1, il resto è peggio degli originali. Nemmeno montano le boccole di centraggio del cilindro su un motore da 30 CV… La prima cosa che deve fare un motore è stare insieme, non torcere, non muoversi, non deformarsi. Poi c’è tutto il resto.

Le sacche di travaso sono, secondo me, un elemento importantissimo. Ma, spesso, è difficile capire se quello di cui il motore ha bisogno è volume o conformazione e, di conseguenza, solo con una enorme esperienza si riesce a capire quale parametro sta influenzando il nostro motore in modo positivo o negativo. Qualcuno potrebbe obiettare che la controprova sarebbe quella di creare volume e toglierlo facendo le dovute prove e controprove. Ma, in base alla mia esperienza, il motore può anche sentire il volume diversamente in diverse zone. Ora, parlando di Piaggio e Minarelli, c’è chi mette spessori sotto il pacco lamellare convinto di migliorare per il maggiore volume e chi, invece, per modificare le interazioni del pacco lamellare con il resto del motore. Considera che Eurocilindro, nel 1993, aveva un motore supercompetitivo con una basetta da 30 mm sotto il pacco lamellare, quindi qualcuno decise di cambiare il regolamento ed Eurocilindro rimase in braghe di tela. Altri raccomandavano di barenare il carter, altri ancora misero la biella da 85 mm su un corsa 39,3 mm… insomma: pare proprio che questi scooter da 15000 giri avessero bisogno di volume.

Creare gli scivoli tra zona pacco e sacche di travaso serve? Sì, su questi motori funziona. Ma funziona perchè si crea cortocircuito tra valvola e cilindro tramite i travasi o perchè, semplicemente, hanno bisogno di volume? E se io gli dessi volume, che so, tra la camicia e il carter, oppure allargando la camera di manovella, cambierebbe qualcosa? Se mettessi uno spessore da 30 mm sotto il pacco lamellare come fece Eurocilindro nel 1993, andrei più forte? Un noto tecnico del motomondiale, lavorando sul carter lamellare di una 125 GP molto competitiva, si fece fare il carter a Napoli… Se potessi disegnare un carter da zero, oggi lo farei col cilindro coricato indietro, quindi non piatto e non verticale, e monterei un pacco lamellare trasversale sopra la camera di manovella, isolandola come sui TM 125 KZ da kart. Quella è la soluzione che funzionerebbe. Certo, bisognerebbe fare un telaio apposito, ma tanto se devo correre con uno Zip e devo spendere 2000 Euro per un telaio e 4 carene se mi va bene, preferirei spendere qualcosa di meno con un telaio tubolare fatto a mestiere che possa ospitare un motore finalmente serio.

Il carter scooter più efficiente e adatto alle elaborazioni è il 5bm Yamaha: basta vederlo per capire…

Detto questo, veniamo a noi. Anche io, parlando di Minarelli orizzontale, non chiudo completamente le sacche. Mi tengo più basso. E raccordo con i miei raggi a seconda del cilindro che vado a montare, della biella che impiego, della finestratura della camicia, dei carburatori e dei raggi dei canali di travaso. Se fai le sacche piccole molto angolate, si crea una strozzatura e un vortice. Se le fai troppo basse, il vortice diventa così influente che ti limita agli alti regimi. Negli anni, ormai, ho stabilito per le varie tipologie di termica e cilindrate il raggio più adatto e se creare o meno gli scivoli. Utilizzo il mio vecchio, fidato misuratore di raggi e, dopo tante prove, vado sempre sul sicuro. Però non è detto che quello che piace o va bene a me, possa andare bene a chi, ad esempio, fa motori che hanno un’erogazione diversa dai miei. Quello che posso dirti con certezza è che, con le sacche quadrate, i motori non vanno a meno che non abbiano bisogno di volume.
Un bel ricordo, che mi fece capire tante cose, fu quando montai tutti i pezzi del mio motore sul carter 5BM del Jog ZR. Cambiò addirittura suono… e andava nettamente più forte del mio.

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1 commento

Ciccio 14/11/2025 - 21:55

Salve,sono un ragazzo appassionato di 2t in particolare motori piaggio,volevo chiedere quale la differenza tra uno scarico con traversino e booster se vengono fatti piatti superiormente,se conviene o no e nel caso dei booster quanti gradi di differenza rispettare tra loro e lo scarico centrale e che forma dare

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