
Ciao Pier! Ho un Booster del 1997 e sto valutando un ulteriore step di elaborazione di tipo sleeper. Attualmente monta questi componenti: albero Polini For Race con spalle vuote ed alleggerite, gruppo termico Polini Sport in ghisa lavorato sullo scarico rendendolo simile al Corsa, carburatore Dell’orto PHBN 17,5mm, airbox originale lavorato con spugna Malossi Red sponge, valvola lamellare originale con lamella Polini 0,35 mm fornita nel kit del gruppo termico, marmitta Polini Original primo modello (uguale alla Giannelli GO), variatore Top TPR GP con correttore di coppia originale nuovo, rapporti secondari 14/41 e frizione Polini 3g non regolabile. Il mio obiettivo non è un mezzo da pista, ma uno scooterino con molta coppia e accelerazione bruciante. Ho visto la nuova marmitta Polini Original HI Speed: ha senso montarla al posto del vecchio modello oppure il vantaggio sarebbe marginale con questa configurazione e conviene investire su un altro componente?
Un caro saluto, Antonio
Vai tranquillo Antonio: la Polini Hi Speed Original, o come diavolo si chiama oggi, è una figata di marmitta: va meglio di alcune espansioni caciarone e ha dei bassi ottimi. Il diametro interno del collettore di scarico è 25,5 mm, il che la rende perfetta per le trasformazioni 70 cc. Se fossi in te non ci penserei un istante. Poi c’è il resto. Per far andare il Minarelli verticale, purtroppo, serve un carburatore grosso più che su altri motori. In questo caso io partirei almeno da un 21, modificando la cassa filtro. Nei prossimi giorni faremo vedere come modificare la cassa filtro di un Booster senza fare casino e, soprattutto, senza fare erroracci come capita quando compri certi tromboncini di aspirazione fatti con la stampante 3D venduti sui social come soluzione definitiva ai problemi del mondo. Al carburatore grande, e a questo punto ti suggerirei un Polini CP 21 (meglio del PHBG), abbinerei una valvola lamellare 4 petali con delle lamelle abbastanza sottili. Realizza un buon inserto per il pacco lamellare e per il collettore di aspirazione. Il 90% di questi kit hanno un pacco lamellare enorme, senza inserto, e un collettore di aspirazione “raccordato” al pacco lamellare. La prima volta che ne vidi uno chiesi a chi lo aveva progettato perchè avesse fatto un collettore da 21 mm che diventava 35 mm in prossimità del pacco e il tipo mi rispose proprio “che domande: per raccordarlo!”. E li mi caddero le balle in terra. Proprio a causa di questi “raccordatori”, spesso devo stuccare l’interno dei collettori di aspirazione per ridurne il diametro: lo facevo con i Piaggio e Minarelli già 35 anni fa e, in 35 anni, non c’è in giro un collettore di aspirazione per certi motori fatto con criterio. Un collettore che tende ad aprirsi in prossimità del pacco lamellare fa perdere velocità e, con essa, energia cinetica alla colonna gassosa che deve contribuire ad “aprire” le lamelle, con risultati tragici. Qualche “grande” preparatore sostiene che, riducendo la sezione del condotto, aumenta la pressione come quando metti un dito davanti alla “canna” dell’acqua facendo girare il povero Bernoulli dentro la sua tomba e meritando un 1 ad un’interrogazione di fisica di terza liceo. Quando si riduce la sezione di un tubo in cui scorre un fluido, aumenta la velocità e, paradossalmente, la pressione diminuisce. Teorema di Bernoulli a parte, prova queste soluzioni a cui abbinerei una centralina ad anticipo variabile.