
Ciao Pier, leggo Scooter Magazine da quando avevo 13 anni e ti ringrazio immensamente per questo (ne possiedo a centinaia) e, ora che ne ho 40, amo spolverarli per rileggerli… Veniamo al mio quesito: volevo conoscere il tuo pensiero riguardo il differenziale sulle fasature delle luci su un motore lamellare ad alta potenza, classico a scaletta, dal primario più alto a scalare fino alla controluce, oppure sfasato? Ho visto soluzioni con controluce più alta del secondario e via dicendo, credo sia legato ad un fattore di segnale magari al “posizionamento” della valvola e quel che ne concerne. Nello specifico volevo chiederti come ti muoveresti sul differenziale del diagramma, ad esempio su un motore da kart o scooter con pacco lamellare molto vicino al cilindro, o su motore Piaggio Ciao con carter Malossi o simili con valvola lontanissima dai travasi. Hai (non dico una regola) un ragionamento interpretativo a riguardo? In sostanza, il diagramma può essere “manipolato” per compensare una posizione “sfortunata” della valvola? Può cambiare sullo stesso motore con carburatore di dimensioni differenti?
Alessandro
Caro Alessandro, Scooter Magazine così come lo conoscete fu l’elaborazione di una rivista un po’ triste. Io compravo di tutto in edicola e, devo dire, l’unica cosa interessante era la posta di Andrea Pinasco su Motociclismo. Il resto era rumenta (spazzatura, in dialetto genovese, ndr). Mi venne così l’idea di realizzare delle rubriche fighe: tecnica, pista e, soprattutto, tanto spazio per gli scooter dei lettori e per la posta, con la volontà di rispondere a tutti. Conoscevo Alessandro Cortellessa, che già lavorava per Scooter Magazine e gli proposi la mia idea. Il direttore ci diede il benestare e iniziammo. Senza soldi ma con tanta passione. Poi è andata come tutti sappiamo. Il segreto della rivista era di non guardare in faccia a nessuno, di consigliare i prodotti che realmente funzionavano. Una volta Sandro Malossi, ad un nostro concorrente che voleva copiarci, disse “L’unico che può fare una cosa del genere è Pierluigi. Se avete intenzione di copiarlo, non ci riuscirete”. E, credimi, quello fu un bel complimento, detto da chi ha inventato il concetto di scooter elaborato. Sandro Malossi prese le redini di un’azienda che zoppicava vistosamente, che aveva sbagliato i kit dei 125, che aveva sbagliato i kit dei ciclomotori plurimarcia (tipo il motore Morini G30) e, con un grande sforzo, investì dove gli altri non volevano investire, in un settore in cui nessuno credeva. Quando gli altri si accorsero che Malossi aveva preso il largo, era tardi. Sandro, per me, fu il genio della lampada di Malossi: li tirò fuori dalle sabbie mobili, inventò il concetto di elaborazione moderna (che andava forte e non si rompeva, come invece i cilindri CVF), inventò il trofeo nazionale scooter. Per me, senza di lui, non sarebbe stato lo stesso.
Veniamo a noi, alle amate fasature. Che dire… quello delle fasature è un campo minato. Moda, convinzioni, studi sbagliati ed azzeccati, reali esigenze del motore… prenderci è un terno al lotto. La fasatura varia a seconda del cilindro, della marmitta, del motore, del regime massimo di rotazione. La famosa scaletta può essere discendente, col primario più alto del secondario e della controluce, o ascendente, col primario più basso del secondario e il quinto in linea o più basso. C’è chi li fa pari. Diciamo che dare prevalenza al primario o al secondario è una scelta che dipende dal tipo di lavaggio, dal tipo di erogazione che si cerca. Ad esempio, sui 100 di ultima generazione si lavora con la scaletta ascendente, anche perchè le luci hanno una conformazione diversa da quelle dei cilindri che nascono per i prigionieri originali. Chi ha ragione? A saperlo… Io, personalmente, ho le mie forti convinzioni (le certezze le lascio agli altri, beati loro). Forti convinzioni vuol dire pensieri che si evolvono: ogni tanto provo una soluzione diversa, quando magari sono in difficoltà o in un momento di stallo, per vedere se magari, lavorando come mi ero trovato bene su un altro motore, potevo recuperare qualcosa. La posizione del pacco lamellare, a meno che non sia disastrosamente messo tipo quello del motore Honda scooter verticale, influisce relativamente sull’erogazione, ma non esiste una fasatura che possa influenzare il motore in questo senso. Ora, se prendiamo il motore Honda RS 250 GP e il 125 GP, che usano la stessa termica, anche se uno dei 2 cilindri del 250 ha il pacco lamellare in una posizione apparentemente assurda, lavora più o meno con le fasi del 125… il che la dice lunga e dà una risposta alla tua domanda.
Una sera, parlando con Gianni Balen (un gran tecnico che vinse tutti e 3 i mondiali di kart disputati con i motori bicilindrici, dando la paglia alla MBA… non so se rendo), mi parlava di una soluzione con il quinto travaso altissimo, a metà della luce di scarico. Diceva che un suo amico aveva provato con grandi vantaggi questa soluzione, ma né io né lui abbiamo mai avuto il coraggio di buttare via un cilindro buono… Un altro che mi parlò di risultati folgoranti con questo quinto travaso altissimo fu un vecchio amico, Demis, che iniziò a fare il meccanico dopo una vita un po’ movimentata. Sinceramente, però, Demis non mi convinse. Forse un giorno, quando avrò un cilindro da buttare, farò quella prova. Per il resto, oscillo sempre tra travasi pari o a scalare (ascendenti o discendenti) a seconda del cilindro, della morfologia, del lancio, dell’erogazione della potenza che si cerca. Su una cosa non mi muovo: lavoro sempre con fasature relativamente basse. Soprattutto sui monomarcia andare troppo alti non ha senso. E non mi piace una fasatura di travaso alta in quanto il motore tende a murare in alto. Sui 100, visto che hanno sin troppa potenza, secondo me alzano lo scarico fino a 198° per rendere meno brutale il motore più che per cercare giri…