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Sonda EGT sul 2 tempi

e molle Piaggio su Minarelli

di Pierluigi Mancini
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Ciao Pier! Volevo sapere se è giusto mettere la sonda k nella marmitta per il 2 tempi per vedere la carburazione se è valida e quale mi puoi consigliare che funzioni bene. Mi interessa però solo lo strumento singolo, senza contagiri. Per le molle di contrasto, le Malossi rossa o gialla quanti kg sono? Le Polini ci sono da 30/32 kg… Hai dei consigli per capire quella giusta? Perché ultimamente usano le molle corte tipo Piaggio su Minarelli?
Luca

La temperatura gas di scarico è un parametro molto importante per gestire la carburazione di un motore 2 tempi ad alte prestazioni. Questi strumenti, oggi molto più rapidi nella lettura di quanto non fossero 15 anni fa, permettono di affinare la carburazione evitando di avvicinarsi troppo al punto limite di rottura. C’è da dire che ogni strumento, ogni sonda, ogni motore è un caso a sé stante e non esiste una regola fissa su quale sia la temperatura giusta per una perfetta messa a punto. Anche il posizionamento della sonda può generare una differenza di lettura importante. Io invidio molto chi dice “a 580° sei perfetto, a 590° rompi”, perchè non è così. Potrebbe essere così se tutti noi usassimo la stessa sonda, lo stesso lettore, lo stesso motore e lo stesso posizionamento sulla marmitta. Ma basta spostare di qualche millimetro la sonda sul collettore per cambiare il parametro. Quindi l’importante è non farsi prendere dai numeri che ci danno gli altri, ma analizzando il comportamento del motore e stabilire qual è la temperatura giusta per quel motore in quella configurazione e con la sonda montata in quel modo.

Si dice sempre che la temperatura ideale in cui un 2 tempi è in carburazione oscilli tra i 580° e i 620°, ma sono sempre numeri da prendere con le molle. Se sei a 560° e senti il motore che tira indietro, non resti a gas spalancato perchè tanto fino a 620 non grippo… diamo a questi numeri un valore relativo soprattutto quando si monta la sonda per la prima volta. Detto questo, esistono termometri molto efficienti ad un prezzo accettabile. Koso, ad esempio, commercializza buoni strumenti ad un prezzo accettabile.

Ogni costruttore misura il carico delle sue molle di contrasto con principi molto diversi e, spesso, senza far capire molto cosa hanno effettivamente misurato. Siccome io non mi fido di nessuno per una questione caratteriale, misuro ogni singola molla. Ma non come dicono “loro”. Io prendo 2 punti di partenza, che sono l’altezza della molla compressa nel correttore con la puleggia chiusa e l’altezza della molla con il correttore alla massima apertura. Da quei 2 punti mi ricavo altri 2 punti mediani e poi procedo a misurare il carico della molla, disegnando una curva che, per quanto possa essere approssimativa, mi dice molto più di un numero messo a caso da qualcuno. Un buon sistema per misurare il carico delle molle lo realizzai oltre 30 anni fa, usando un pesapersone e una leva di compressione: in quel modo catalogai tutte le molle che avevo a disposizione per selezionarle in base alla sperimentazione. Altro sistema, per verificare la molla più dura tra 2, è di metterle una sull’altra e comprimerle in una morsa per vedere quale cede prima sotto il carico dell’altra. Ovviamente bisogna realizzare un bicchierino per tenerle in asse e coprire questo “sistema” con un plexiglass di protezione: quando parte una molla, c’è da farsi male.

Detto questo, come scegliere la molla di contrasto migliore? La molla di contrasto serve a impedire che la cinghia scenda troppo rapidamente nella gola della puleggia condotta e che possa slittare su di essa. La molla ideale è quella che evita slittamenti, rapidi affondamenti e che non fa salire troppo la temperatura di esercizio. Io sono nemico delle molle troppo dure, in quanto assorbono potenza e distruggono gli organi della trasmissione. Ma è anche vero che una molla troppo tenera non fa funzionare la trasmissione… Solo attraverso lunghe prove si può raggiungere un buon equilibrio e, quando lo raggiungi, te ne accorgi dal fatto che prestazioni ed usura della cinghia tendono a migliorare.

In sostanza, esiste una molla giusta per il motore: poi si può girare intorno provandone con carico diverso, ma quando trovi la molla, sei a posto. La molla, poi, è in stretta relazione con il correttore di coppia e con l’angolo di apertura delle camme. Se l’angolo è molto pronunciato, non bisogna usare una molla troppo dura e viceversa, se l’angolo è ridotto, si può salire col carico. Io sono un fan delle molle corte, tipo Pinasco e Top Performances per i Minarelli. In molti utilizzano le molle Piaggio sui Minarelli e anche io, in passato, l’ho fatto. Funzionano a patto di utilizzare il bicchierino adatto, in quanto col mozzetto da 33 mm la molla da 50 mm balla da tutte le parti. Si può montare un bicchierino Piaggio su un parapolvere Minarelli da 34 mm, o creando uno spessore interno con del lamierino calandrato. Personalmente sui Minarelli con molta coppia uso le molle originali Jog 90: sono eccezionali.

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1 commento

Federico 26/06/2026 - 20:20

ciao pierluigi, ho un aerox tpr 77 lavorati, rhq, candela ngk iridium, pacco lamellare bigevo polini, cp21 rivisto, cassa filtro kart, mhr101, delta clutch, cinghia bando, campana malossi fly, rapporti primari malossi, centralina top rossa, sp3 con saldato il collettore (curva) della top nardò 2, cosa mi consigli di fargli per spremerlo tutto mantendendo questa marmitta?

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