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Il mistero dell’albero carenato

a cosa serve la schermatura dell'albero motore?

di Pierluigi Mancini
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Ciao Pier! Girovagando tra le pagine instagram di alcuni piloti dei trofei Malossi, ho visto questi carter aperti a cui è stata applicata la schermatura all’albero motore. Da ragazzino ne avevo sentito solo parlare forse in ambito kart o moto ma poi, da quando mi comprai il primo scooter, non mi è mai capitato di vederlo applicato come concetto e me ne sono disinteressato. Potresti raccontarmi a cosa serve e se è corretto utilizzare questo sistema? Tu lo hai mai provato? La foratura li sulla schermatura a che serve, a lubrificare l’albero?
Grazie, Gabriele

Carissimo Gabriele, l’albero motore carenato è una delle maggiori dannazioni dei preparatori di oggi. Eppure è una cosa così semplice… Io ho sentito parecchie teorie e, devo confessare, certe volte mi diverto ad ascoltarle. Sì, lo so, non sono belle cose da fare… Da dove nasce e a cosa serve la schermatura dell’albero motore? Le prime bozze di questa soluzione le vidi su qualche motore aspirato in terza luce, se non ricordo male un Itom. Ma senza andare troppo indietro nel tempo, posso dire con una buona dose di certezza che il primo motore moderno ad utilizzare questo schema è stato il Pavesi 125 lamellare per il kart. Prima nessuno ha utilizzato questo schema a quanto mi risulta. Se poi, in una lontana isola vulcanica del pacifico un sensei la impiegava sui suoi invincibili motori, non lo so. Parlando della mia esperienza personale, Pavesi è stato il primo ad usarla con criterio. La soluzione, dai racconti di Riccardo Pavesi (ciao Pavo!) fu studiata da suo papà Umberto per ovviare ad un problema che hanno i motori kart e non hanno quasi tutti i motori motociclistici: l’aspirazione dal lato frontale. In sostanza, montando il pacco lamellare avanti, Pavesi ebbe la giusta idea che l’albero motore, girando dal lato del pacco lamellare, generasse un vortice nocivo. Schermando l’albero motore dal lato del pacco lamellare si otteneva un consistente vantaggio fluidodinamico. L’apertura della schermatura, poi,fu realizzata appositamente dal lato opposto al pacco lamellare sempre per questa ragione. Ovviamente, se il pacco è dall’altro lato, questo problema non si verifica e la schermatura perde molte delle sue ragioni di essere. Probabilmente il vortice creato dall’albero motore può anche avere effetti positivi. Infatti sulle Honda RS125, da cui TUTTI hanno copiato i motori lamellari da 40 anni a questa parte, la schermatura non c’è.

Veniamo al mondo degli scooter. A differenza del motore kart, i motori scooter sono come quelli motociclistici (tranne quello della Yamaha 250 Reverse, che aveva i carburatori avanti) e, di conseguenza, la schermatura dell’albero motore non ha senso a meno che non sia necessario recuperare volume e non si sappia dove andarlo a prendere. Su un motore scootercross Minarelli, nel 1999, provai una soluzione del genere, ma l’unica cosa che ottenni era che il motore risultava “trattenuto” nel salire di giri. Non mi piacque e tolsi tutto. Ora, qualcuno lo ha fatto nello scooter? Bene: se ha trovato dei vantaggi, magari lo avrà abbinato ad una biella più lunga, a una diversa lavorazione dei carter… non lo so. Quando lo feci io era un 70 con un carter Minarelli, nessun carter aftermarket o cose del genere. Ora, però, arriva il bello della storia. I social sono uno strano posto dove si incontra strana gente. Parlando con un ex sedicente “disegnatore” di nota azienda, abbiamo avuto una discussione in quanto io sostenevo la teoria che la schermatura ha senso quando il pacco lamellare è posto in posizione contraria alla rotazione dell’albero motore, per evitare vortici dannosi. Lui, invece, sosteneva che serviva a recuperare volume. E lo sostenne con una certa incazzatura, manco l’avesse inventata lui! A quel punto lo bloccai perchè mi resi conto che, purtroppo, c’è gente che copia senza capire perchè si fanno certe cose. E il mondo è pieno di personaggi del genere! Di foto di carter scooter schermati ne ho viste diverse: chi mette l’apertura lato pacco lamellare, chi la mette dall’altro lato, chi chiude tutto… insomma: c’è l’imbarazzo della scelta. La cosa che mi sconvolge è che Umberto Pavesi, per primo, ragionò su un problema effettivamente esistente e il suo motore fu, anche per questa soluzione, il punto di riferimento della 125cc lamellare per anni. Altri, invece, schermano gli alberi e aprono la feritoia avanti, indietro… dove capita… senza un senso logico, giusto per provare e vedere se va di più. Questa è la differenza che c’è tra tecnici che hanno vinto decine di campionati mondiali, europei e nazionali come Umberto e Riccardo Pavesi e chi, invece, prova le cose tanto per farlo e senza alcuna logica. E, soprattutto, senza capire perchè va o perchè non va.

PS Ogni volta che vedo un carter schermato, faccio sempre i complimenti per il lavoro fatto e non chiedo mai spiegazioni: mi sono rotto le scatole di litigare con la gente.

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1 commento

michele dossi 10/03/2026 - 23:07

Ottima spiegazione come sempre Pier ;), io ho sempre pensato che l’aria è come un fluido e se hai una massa rotante che gira in senso contrario il fluido viene frenato nel suo movimento; questo perchè il motore non è una semplice pompa a membrana… gli organi in movimento con la loro rotazione agevolano e velocizzano il passaggio del fluido (un pò come accade con le pale delle ventole che sono arcuate e non semplici palette)… quindi di logica se il movimento dell’albero è a favore della direzione che il fluido deve seguire questo non và schermato…. cosa differente invece nel caso l’albero fosse controrotante… li agisce da freno aerodinamico…

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